Vincere alla prima partecipazione ad una competizione internazionale non è impresa da tutti. Le automobili che ci sono riuscite si contano sulle punte delle dita. Una di queste è la Porsche 906 (altrimenti nota come Carrera 6) telaio #017 che 60 anni fa, nel weekend del 5-6 Febbraio 1966, si presentò al via della 24 ore di Daytona pilotata da Herbert Linge e Hans Herrmann e la portò a termine con un sesto posto assoluto e la vittoria nella classe fino a 2 litri.
Nello stesso anno una Porsche 906, iscritta dalla scuderia elvetica Filipinetti, vinse la Targa Florio con Herbert Müller e Willy Mairesse, mentre tre 906 allestite con una speciale carrozzeria a coda lunga (LH) ottennero il sesto, settimo e ottavo posto assoluto alle spalle delle Ford GT40 Mk II alla 24 Ore di Le Mans. A questi successi seguirono numerose vittorie di classe (Sebring, Nürburgring, Mugello, Brands Hatch, Zeltweg) che permisero a Porsche di vincere il Campionato del Mondo 1966 nelle categorie Prototipi e Sport fino a 2 litri
Obiettivo Mondiale
Non per niente, la Porsche Carrera 6 – da molti considerata la prima Porsche dell’era moderna – era stata sviluppata per sostituire il modello 904 ed essere impiegata soprattutto nelle gare del Campionato Mondiale Marche. La vettura era equipaggiata con una versione potenziata del 6 cilindri boxer tipo 901 raffreddato ad aria da 1.991 cc con 2 carburatori triplo corpo Weber del modello 911. Per risparmiare peso, il monoblocco era realizzato Elektron, mentre le teste dei cilindri erano in Silumin, i cilindri in alluminio, le bielle in titanio. In questo modo il peso del “flat-six” originale era stato ridotto da 200 kg a 143 kg e la potenza salita dai 130 CV (97 kW) della Porsche 911 stradale a 210 CV (157 kW) a 8.000 giri/minuto.
Una frizione a disco singolo collegava il motore ad un cambio in magnesio a 5 rapporti sincronizzati e ad un differenziale autobloccante a slittamento limitato ZF. Per risparmiare tempo e denaro nella costruzione, diversi elementi meccanici – come i freni in berillio con pinze a doppio pistone ATE-Dunlop, i portamozzi, le ruote fornite da Lotus – furono ripresi dalla Porsche 904 GTS.

Rivoluzione nel telaio e nella carrozzeria
La principale innovazione era però la struttura del telaio completamente portante e consistente in un reticolo multi-tubolare di tubi d’acciaio circolari realizzato dalla società Karrosseriewerk Weinsberg dove l’ingegnere Wilhelm Hild era stato inviato da Zuffenhausen per supervisionare la produzione.
La carrozzeria con il muso allungato, il parabrezza arrotondato e il cofano motore che terminava con la coda tronca tipo Kamm erano il risultato dei primi studi effettuati dalla Porsche nella galleria del vento. Una particolarità era rappresentata dall’apertura delle porte ala di gabbiano che comprendeva un’abbondante porzione del tetto in modo da consentire ai piloti un più comodo e rapido accesso all’interno dell’abitacolo.
Complessivamente Porsche realizzò 65 esemplari della Carrera 6: 52 con il telaio originale, 9 prototipi 906 E con motore 6 cilindri a iniezione da 225 CV (168 kW) e 4 prototipi tipo 906/8 con motore 8 cilindri 2,2 litri 275 CV (205 kW).
Codice classificazione BRD©
BRD · C4 · H1 · IC20 · V4
La Porsche 906 Carrera viene presentata nel 1966 al Salone di Ginevra. In base alla classificazione BRD, il modello rientra nella fascia dei classici storici oltre i 60 anni, identificata dal codice [C4]. Lo stato storico del modello è quello di storicizzato di riferimento, indicato con [H1]. L’indice collezionistico [IC20], espresso su scala normalizzata fino a 25, colloca la 906 nella fascia alta, riservata alle vetture da competizione con produzione limitata. Il parametro [V4] descrive la traiettoria di interesse, che per questo modello è strutturalmente sostenuta e stabile su livelli elevati. La Porsche 906 Carrera è oggi una pietra miliare dell’ingegneria sportiva tedesca degli anni Sessanta: un modello che sintetizza leggerezza, purezza progettuale e funzione agonistica in forma quasi archetipica.
